OVERTOURISM: Quando il turismo arricchisce l’economia ma rischia di impoverire l’identità culturale e produttiva del territorio.

Il concetto di “Overtourism,” letteralmente traducibile come “turismo eccessivo,” è una terminologia relativamente recente coniata da Rafat Ali, fondatore di Skift, una società specializzata nell’analisi del settore viaggi. Si fa riferimento all’Overtourism quando un sovraffollamento di turisti in una destinazione specifica incide notevolmente sulla qualità della vita dei residenti, provocando inquinamento e degrado ambientale. Sebbene il pensiero possa immediatamente associarsi a luoghi come Venezia, è essenziale precisare che il fenomeno non riguarda solo città, ma coinvolge anche borghi e ambienti naturali come spiagge, isole, sentieri, montagne e parchi naturali.

Per assicurare che il turismo sia un autentico beneficio per le comunità locali e per l’ambiente, è cruciale che sia organizzato in modo sostenibile, preservando il patrimonio culturale e ambientale per garantire benefici anche nel lungo termine. Tuttavia, attualmente, il successo del settore turistico è spesso misurato semplicemente in base all’aumento dei visitatori, considerato come un segno di prosperità economica.

Perché nasce l’Overtourism

Le cause dell’Overtourism sono relative a diversi aspetti; le mete più affascinanti diventano note e accessibili a tutti: grazie alla televisione, ai film (fenomeno del “cineturismo”) e ai social media (con l’emergere dei cosiddetti “luoghi instagrammabili”), le destinazioni diventano celebri rapidamente, attirando un flusso di turisti desiderosi di scattare fotografie e selfie. Spesso rifletto su quanto il viaggiare stia diventando sempre più un mezzo per apparire piuttosto che un’esperienza personale di scoperta.

Registriamo in molte occasioni una gestione inadeguata del turismo da parte delle amministrazioni locali e dei governi, sovente concentrati esclusivamente sul concetto di “aumento dei turisti = segnale positivo di crescita economica,” che non tiene minimamente conto dell’impatto ambientale e sociale.

Cosa comporta l’Overtourism

Tra le conseguenze dell’Overtourism annoveriamo il sovraffollamento; i borghi e le città risultano affollati di turisti, rendendo spesso inaccessibili monumenti o musei. Nei contesti naturali, la fauna è disturbata e si ritira, proprio come fa la popolazione locale nelle città.

 
Le popolazioni locali vivono un disagio costante: i residenti si sentono frustrati a causa del numero eccessivo di turisti e osservano il proprio territorio perdere autenticità, in quanto si tende a prioritizzare le esigenze dei visitatori.

I centri abitati originari si spopolano: i proprietari delle case preferiscono guadagnare di più offrendo le abitazioni per affitti a breve termine ai turisti, facendo aumentare i prezzi mensili e spingendo la popolazione locale a trasferirsi altrove. In alcuni luoghi, ci sono più bed & breakfast che residenze e le attività locali e artigianali, come le poetiche e autentiche botteghe a conduzione familiare, vanno via via sparendo.

 

Il degrado ambientale dilaga: si verificano problemi di traffico, strade congestionate e accumulo di rifiuti. Inoltre, l’eccessiva urbanizzazione, lo sfruttamento del territorio e la devastazione di interi ecosistemi sono fenomeni spesso correlati all’Overtourism.

 

In sintesi, l’Overtourism costituisce una sfida fondamentale per il settore turistico di oggi, richiedendo un’attenta pianificazione e una gestione oculata da parte delle autorità competenti.

Il mio libro parte proprio da qui, dall’amore per il territorio salentino, dalla presa di coscienza della situazione attuale e dal desiderio di provare a individuare e realizzare soluzioni che possano condurre al raggiungimento di un equilibrio tra le esigenze dei visitatori e il rispetto per l’ambiente e le comunità locali, in modo da garantire uno sviluppo sostenibile del turismo futuro.

“OVERTOURISM: Quando il turismo arricchisce l’economia ma rischia di impoverire l’identità culturale e produttiva del territorio.”